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Mario Merz. Qualcosa che toglie il peso

Vorrei avere la firma di qualcuno che sia stato curato dalla proliferazione

Qualcosa che toglie il peso…

Penso ai numeri uno dopo l’altro in una dilatazione proliferante…

Sono un tappeto volante su cui vivere…

Che mantiene l’assurdità e la leggerezza della favola…

Mario Merz

 

La Fondazione Merz presenta, da lunedì 8 luglio a domenica 6 ottobre 2024, la mostra dedicata a Mario Merz dal titolo Qualcosa che toglie il peso.   

L’esposizione presenta una selezione lavori di Mario Merz tra installazioni, igloo, tavoli, tele e opere su carta. Fulcro della mostra, la grande opera Quattro tavoli in forma di foglie di magnolia (1985), esposta in questa occasione per la prima volta in Europa, realizzata in occasione della personale da Sperone Westwater e Leo Castelli a New York.

Qualcosa che toglie il peso prende le mosse a partire dal concetto, descritto dall’antropologo Claude Lévi-Strauss e legato alla necessità di individuare la natura profonda che si cela dietro ai modelli per arrivare alla base del pensiero umano, il quale nella sua diversità è definito sempre da leggi che sfuggono allo scorrere del tempo e alla varietà degli ambienti.
Nel concetto di antropologia strutturale di Lévi-Strauss, le strutture vengono riconosciute come qualcosa che appartiene all’inconscio, similmente al principio di reciprocità che è all’origine del passaggio dalla natura alla cultura.

La frase che dà il titolo all’esposizione, Qualcosa che toglie il peso, è stata estrapolata da uno scritto di Mario Merz e si ricollega a questa necessità di guardare alla natura e allo scorrere del tempo per poter raggiungere un senso di leggerezza concettuale, che si ritrova nel nucleo di opere presentate.