Fondazione Merz

Mostre

In corso

Michal Rovner. Alert

Dal 31 ottobre 2022 al 29 gennaio 2023

 

Installazione in esterno visibile dal 31 ottobre al 6 novembre

 

incontro con l’artista e speciale visita all’installazione in esterno: 4 novembre 2022 ore 18-20

Con Alert l’artista trasforma lo spazio della Fondazione in un portale verso un’altra dimensione, creando un’esperienza immersiva sia all’interno che all’esterno con un’installazione site-specific.

I lavori risuonano in una dimensione non familiare, evocando un senso di paura e di allerta, facendo riemergere energie primitive e la notte insita in noi.

In reazione alla situazione di crisi dei rifugiati, Rovner ha trascorso notti tra i campi bui, in attesa di un incontro con gli sciacalli, gli altri, gli sconosciuti. Ed è accaduto che una notte una femmina di sciacallo si è lasciata osservare: “mi ha guardato. Ha guardato a destra e a sinistra; era molto attenta. E poi è scappata via. Poi è tornata e si è allontanata, è tornata e si è allontanata. Quando ho messo le mani sulla telecamera, è scappata completamente e poi, quando mi sono seduta in silenzio, è tornata di nuovo. E poi si è sdraiata”.

Rovner costruisce uno spazio non palpabile, arricchito dalla potente eredità iconografica, poiché lo sciacallo è anche Anubi, il canis aureus, il dio mitologico che accompagna le anime nella vita oltre la morte, il guardiano tra la vita e la morte. L’artista riflette sulla possibilità di uno scambio profondo con ciò che siamo portati a temere e ad allontanare.

Prendendo a prestito le parole di David Grossman il lavoro di Michal Rovner è “l’essenza dell’esilio, del rifugiato, ma anche del progresso, della ricerca e della scoperta. In questo flusso quasi magico di tempo in tempo, di cultura in cultura, in questo processo che è il respiro vivente, improvvisamente sentiamo: siamo noi. Siamo di passaggio. Siamo andati via. È così che le generazioni future ci ricorderanno o, quasi certamente, dimenticheranno”.

Il lavoro di Michal Rovner pone domande, interroga se stesso, il visitatore e lo spazio, e accoglie opere e persone in un meta-spazio privo di dettagli identificativi e quindi assoluto. La continua narrazione della fragilità umana è presente in tutte le sue opere, che portano con loro gli enigmi dell’umanità di fronte a continui e drammatici cambiamenti.

Il lavoro dell’artista ci richiede di riflettere sulla crisi del dislocamento, sulla massa di umanità in movimento che sta attraversando il mondo intero che, secondo UNHCR quest’anno ha superato la soglia dei 100 milioni di persone, un’esperienza dove il confine tra l’esistenza e la sparizione è fragile e impreciso.

Rovner dice: “Parto sempre dalla realtà, raccogliendo o registrando cose dalla realtà, ma cancello sempre molti dettagli, dettagli identificativi. Non cerco di ignorare o di allontanarmi dalla realtà, ma di rilevare qualcosa della realtà, che si trova sotto i dettagli, sotto la storia”; e aggiunge: “Nel mio primo incontro con gli sciacalli, ho avuto l’impulso di realizzare un dipinto rupestre. L’ho chiamato Anubis. Realizzandola in questo luogo, volevo che l’opera ne fosse parte, che si proiettasse sulle pareti esposte, con i segni e le macchie, che rimanesse grezza così com’è, una sorta di Arte Povera, ma anche una specie di affresco in movimento. Il sito e i muri portano con sé i residui del tempo e della storia del luogo, e a questo ho aggiunto un altro strato di tempo passato e attuale”.

All’interno, l’artista ha alterato lo spazio architettonico e ha creato un’intensa esperienza simile a un tempio. Al centro, la grande installazione Alert si riferisce al dio Anubi, ma riflette anche sulla vigilanza di un animale selvatico, costantemente in pericolo. In stato di allerta, lo sciacallo sembra guardare un vasto paesaggio di dislocazione con preoccupazione, riecheggiando lo stato del mondo.

 

Con il sostegno di Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT
Si ringrazia Città di Torino e Kuhn & Bülow
Uno speciale ringraziamento a Pace Gallery

 

per l’installazione in esterno:
Angelo Sicurella, voce dell’installazione
Francesco Vitaliti, recording, sound edit