Il Dipartimento Educazione della Fondazione Merz partecipa al progetto Accademia della Luce, il Public Program che accompagna la rassegna d’arte pubblica Luci d’Artista, promosso dalla Città di Torino in cooperazione con i Dipartimenti Educazione dei musei cittadini e con il coordinamento della Fondazione Torino Musei.
Il Dipartimento Educazione propone per ciascuna edizione una serie di iniziative di carattere formativo, raccogliendo gli spunti offerti dalla curatela di Antonio Grulli e costruisce un programma di attività per contribuire in maniera partecipativa alla rassegna, attraverso la valorizzazione delle opere d’arte pubblica luminose diffuse nella città e lo sviluppo di un senso di cittadinanza attiva.
Muto Fiorire (2023-2024)
Numerose sono le luci d’artista della collezione che propongono il tema del volo: Il volo dei numeri di Mario Merz, Migrazioni (Climate Change) di Piero Gilardi, Volo su… di Francesco Casorati.
L’astrazione numerica della successione di Fibonacci, le sagome colorate disegnate da Gilardi, la dimensione ludica e fiabesca proposta dalle figure di Casorati sono motivi fortemente evocativi, che rimandano all’idea di movimento, di attraversamento e dislocazione nello spazio, di leggerezza e vastità e suggeriscono una riflessione intorno ai processi migratori.
L’azione del Dipartimento è stata per questo rivolta, in primo luogo, a persone che vivono, o hanno vissuto, l’esperienza della migrazione e che sono impegnate nei processi di apprendimento di una nuova lingua. Durante gli incontri di laboratorio i sistemi di segni che compongono le diverse madrelingue sono stati considerati come elementi puramente visivi capaci di dar luogo a nuove possibili rappresentazioni. Le immagini così ottenute hanno decorato aquiloni costruiti collettivamente, permettendo a queste nuove parole di abitare lo spazio aereo, librandosi in volo e acquisendo così un’inedita leggerezza.
Il Dipartimento Educazione ha lavorato in collaborazione con gli aquilonisti di PM Model, l’Associazione Paradero Nomis, con il CPIA 5 Torino e con la scuola di italiano per stranieri del Sermig.
!My hand goes boom! (2024-2025)
Il Dipartimento Educazione ha proposto per l’Accademia della Luce (‘24-’25) una serie di iniziative nate dalla riflessione su alcuni temi proposti dall’opera Scia’mano di Luigi Ontani.
Nell’installazione luminosa l’artista presenta sé stesso come una figura sciamanica che, grazie all’utilizzo dell’ologramma lenticolare, muta posa a seconda del punto di osservazione di chi lo guarda.
Per indagare meglio la relazione tra l’opera e lo sciamanesimo sono stati approfonditi alcuni aspetti storico-antropologici della figura sciamanica in un appuntamento condotto da Lia Zola (antropologa, UniTo), nella cornice del World Anthropology Day. Nella mediazione che la pratica sciamanica svolge tra il mondo fisico e quello spirituale sono molti gli strumenti rituali utilizzati per facilitare il viaggio “celeste” e, tra questi, il tamburo svolge un ruolo primario.
A tal proposito è stato proposto un workshop per la costruzione di tamburi ed un evento performativo di percussione aperto al pubblico.
Un altro elemento a cui l’opera di Ontani fa esplicito riferimento è la mano, simbolo apotropaico, che qui assume la forma di oggetto scultoreo: una maschera che esalta le capacità di vedere e agire dell’artista. Si è realizzato un ciclo di incontri di laboratorio con le scuole per realizzare degli elaborati scultorei in carta pesta da usare come dispositivi trasformativi della propria immagine: attraverso il linguaggio della fotografia le classi hanno sperimentato la messa in scena di tableau vivant, rappresentazione propria della ricerca di Ontani.
Disco Raro (2025-2026)
Per l’edizione corrente di Accademia della Luce il Dipartimento Educazione propone Disco Raro: una progettualità ispirata dall’opera Ice Cream Light di Vanessa Safavi.
Safavi, con i suoi coni gelato al neon, trasforma un simbolo dell’immaginario popolare italiano in un linguaggio visivo che condensa alcuni dei suoi stereotipi positivi: leggerezza, accoglienza, creatività, piacere, desiderio, gusto. Ogni cono, simile eppure diverso, richiama l’idea di una molteplicità armoniosa, in cui le singolarità si intrecciano per comporre una possibile identità culturale condivisa.
Questa immagine luminosa e seduttiva diventa però il punto di partenza per un percorso che sceglie di interrogare criticamente questa narrazione. Alla superficie colorata dei coni gelato — emblema di un Paese che spesso si rappresenta come accogliente, semplice, solare — vengono affiancate le voci di chi vive l’Italia da prospettive meno visibili: persone con background migratorio, giovani che attraversano condizioni di marginalità, soggetti che portano con sé lingue, memorie, desideri e, allo stesso tempo, la complessità di esperienze segnate dal dislocamento e dai continui processi di ricostruzione identitaria. Il progetto proposto è dedicato a persone con background migratorio e mira alla creazione di un LP originale inciso in vinile che raccolga testimonianze, visioni per un controcanto poetico e critico e che restituisca una pluralità di voci e prospettive. Attraverso un workshop di scrittura autobiografica e una serie di interviste saranno prodotti dei testi che, successivamente, verranno sonorizzati e arrangiati in brani attraverso un processo partecipato di produzione musicale elettronica.
Il calendario è in via di definizione. Indicativamente le attività del progetto si svolgeranno tra gennaio e maggio 2026.