BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo è un progetto internazionale dedicato all’arte contemporanea e alla cultura, nato a Palermo nel 2017 con l’obiettivo di costruire relazioni, dialoghi e scambi tra le diverse comunità che abitano il Mediterraneo. Fin dalla sua origine, la Biennale si fonda su una visione del Mediterraneo non come una linea di separazione tra territori, ma come spazio condiviso di attraversamento, confronto e produzione culturale, in cui le differenze diventano occasione di incontro e di costruzione di nuove prospettive.
La quarta edizione, dal titolo Nafas, è organizzata da Fondazione Merz e Fondazione MeNO e prende forma attorno all’immagine del Mediterraneo come spazio che respira.
BAM mette in relazione artisti e artiste, istituzioni culturali, operatori, ricercatori e comunità, riconoscendo nella pratica artistica uno strumento di conoscenza reciproca e di dialogo internazionale.
La Biennale si configura così come una piattaforma di ricerca e sperimentazione, orientata alla costruzione di legami capaci di estendersi oltre la durata dei singoli eventi e di generare nuove forme di collaborazione.
Nafas, نفس, in arabo “respiro”, evoca una dimensione al tempo stesso intima e collettiva, un movimento vitale che attraversa corpi, territori e culture. Il Mediterraneo viene così immaginato come un’atmosfera vivente, un organismo in continua trasformazione, attraversato da persone, saperi, memorie, immagini e linguaggi che si incontrano e si modificano reciprocamente.
Il respiro diventa la metafora di una condizione condivisa che accomuna senza uniformare: una necessità universale e, insieme, un ritmo singolare capace di rendere percepibile l’interdipendenza tra corpi e ambiente. Nella sua alternanza tra inspirazione ed espirazione, richiama tanto la fragilità quanto la possibilità di rigenerazione. Il Mediterraneo emerge come un campo di connessioni in cui cielo e mare, pensiero e materia, digitale e organico, memoria e presente si intrecciano.
A orientare la ricerca curatoriale sono due immagini, le nuvole e le onde, intese come forme in movimento capaci di attraversare confini, trasportare tracce e generare trasformazioni.
Le nuvole evocano la dimensione sospesa e mutevole della memoria: storie, archivi, dati e immagini che si condensano e si disperdono, attraversando i confini geografici e culturali. Portano con sé le tensioni climatiche, politiche e sociali del presente, ma portano con sé anche possibilità di trasformazione e rinnovamento. Ricordano che ogni narrazione è mobile e che nessuna memoria resta definitivamente chiusa.
Le onde restituiscono invece la dimensione fisica e dinamica dell’attraversamento: rotte, attraversamenti, migrazioni, vibrazioni sonore, frequenze e segnali che collegano sponde lontane. Ogni onda porta con sé qualcosa dei luoghi che attraversa, modifica ciò che incontra e continua a propagare i propri effetti oltre il punto nel quale si infrange. Insieme, nuvole e onde delineano l’immagine di un Mediterraneo policentrico, composto da molteplici identità in relazione, parte di un ambiente comune e reciprocamente interdipendente.
Queste immagini assumono una particolare urgenza nel tempo presente, segnato da conflitti, distruzioni, disuguaglianze e trasformazioni profonde. Nuvole e onde attraversano territori e confini, intercettano le esperienze di chi li abita e diventano metafore della circolazione di testimonianze, pratiche di resistenza, gesti di solidarietà, parole e immaginari. In questo scenario, Nafas invita a interrogarsi sulle condizioni della convivenza e sulle possibilità di costruire nuove forme di prossimità, ascolto e responsabilità reciproca.
Attraverso Nafas, BAM rinnova la propria vocazione a costruire relazioni tra le diverse sponde del Mediterraneo, proponendo l’arte come pratica di attraversamento e strumento per dare forma a nuove possibilità di convivenza.
Si ringrazia Planeta Cultura