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Il filo verde tra arte e suolo_talk | BAM_ Biennale Arcipelago Mediterraneo per Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 

domenica 8 novembre, alle ore 11.00, alla biblioteca del MAC di Gibellina, prende il via BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo

 

Michele Guido, Ilaria Maria Sala e Saba Sbaih in dialogo

 

ingresso gratuito

 

 

Ad aprire il programma di BAM a Gibellina sarà Il filo verde tra arte e suolo, una conversazione dedicata al rapporto tra pratiche artistiche, natura e paesaggio. Michele Guido, Ilaria Maria Sala e Saba Sbaih esplorano il giardino come spazio pubblico, politico, relazionale ed ecologico. Il dialogo affronta le forme di sfruttamento della natura, le intersezioni tra agroecologia ed espressione creativa e la capacità dell’arte di riportare l’attenzione su luoghi in disuso o trascurati, contribuendo alla loro valorizzazione senza cancellarne la storia e la memoria.

Le loro esperienze si incontrano intorno a una domanda comune: come coltivare nuove relazioni con un luogo mantenendone riconoscibile la specificità? Guido porta nella conversazione una ricerca artistica sul giardino e sulle strutture delle piante, che per BAM 2026 prenderà forma anche attraverso la realizzazione di un giardino per Gibellina. Sbaih intreccia la pratica agricola con l’espressione visiva e la trasmissione del patrimonio rurale; Sala contribuisce con uno sguardo maturato attraverso la scrittura e il racconto dei paesaggi e delle trasformazioni culturali.

I PROTAGONISTI DELL’INCONTRO

Michele Guido (Aradeo, 1976) sviluppa una ricerca multidisciplinare che parte dall’osservazione delle piante. Attraverso lo studio delle sezioni degli elementi vegetali e la stratificazione del disegno, individua strutture modulari legate alla loro forma e al loro sviluppo. Negli ultimi anni il giardino è diventato un tema centrale del suo lavoro: uno spazio in cui l’elemento naturale incontra il progetto e l’immaginazione. Per BAM 2026 realizzerà un giardino per la città di Gibellina.

Saba Sbaih (Beit Sahour, Cisgiordania) è artista visiva e agricoltrice di Al-Khader, oltre che coordinatrice del territorio presso Dar Jacir. Ha una lunga esperienza nell’agricoltura biologica, nella preparazione del suolo e nella gestione delle colture. La sua pratica, al crocevia tra agroecologia ed espressione creativa, si fonda sull’“archiviazione attraverso la pratica”: un modo di conoscere e documentare la terra mediante il lavoro sul campo, la formazione e l’uso di materiali naturali locali, mantenendo vivo il patrimonio agricolo tradizionale.

Ilaria Maria Sala è scrittrice, giornalista, poetessa e ceramista. Vive in Asia dal 1988: ha studiato a Pechino e Londra, ha vissuto a Tokyo e ha poi stabilito la propria base a Hong Kong, trascorrendo lunghi periodi anche a Shanghai, Kathmandu e Dakar. È autrice di Il Dio dell’Asia. Religione e politica in Oriente, vincitore del Premio Bruce Chatwin per la letteratura di viaggio, Lettere dalla Cina, Pechino 1989 e L’eclissi di Hong Kong. Topografia di una città in tumulto. Collabora con testate italiane e internazionali, fra cui Domani, Internazionale, Il Post, The New York Times, The Guardian e South China Morning Post, ed è membro dell’associazione di giornalisti Lettera 22.

Si ringrazia Planeta Cultura