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Storia dell’arte decolonizzata: narrazioni globali dal 1900 ad oggi_corso online

Un nuovo corso per ripensare la storia dell’arte

 

un percorso di 12 settimane composto da 24 lezioni, rivolto a professionisti dell’arte, curatori, studenti e appassionati interessati a esplorare la storia dell’arte da una prospettiva più ampia e inclusiva

 

Corso organizzato da: Institution School

 

iscrizione al corso QUI – usufruisci dello sconto con il codice FondazioneMerz

Ha inizio il 17 gennaio il corso Storia dell’arte decolonizzata: narrazioni globali dal 1900 ad oggi, un percorso di 12 settimane composto da 24 lezioni, rivolto a professionisti dell’arte, curatori, studenti e appassionati interessati a esplorare la storia dell’arte da una prospettiva più ampia e inclusiva.

Si tratta di uno dei primi tentativi di tracciare e articolare una storia globale dell’arte moderna e contemporanea, offrendo una panoramica critica e completa delle storie dell’arte del XX secolo fino alle principali tendenze contemporanee e delle traiettorie di ricerca. Il corso si tiene con lezioni settimanali in diretta su Zoom, ogni mercoledì (ore 18:00 CET) e sabato (ore 15:00 CET), dal 17 gennaio al 22 aprile.

Le lezioni avverranno in inglese, con registrazioni disponibili con sottotitoli in diverse lingue.

Attraverso 24 lezioni online, il corso segue lo sviluppo dell’arte moderna e contemporanea non come una visione mono-prospettica della storia, ma attraverso molteplici narrazioni e movimenti. Si parte dalle avanguardie europee e dalla costruzione del canone moderno, dal Futurismo al Dadaismo e al Surrealismo, per poi esplorare artisti e movimenti che ne hanno ampliato, messo in discussione o rovesciato i confini: dalla Bengal School e dal modernismo di Santiniketan in Sud Asia, alla Harlem Renaissance e alla più ampia rinascita culturale della diaspora nera, fino alle scene artistiche innovative dell’Asia orientale, le quali hanno fuso tradizioni locali e influenze globali. Il corso prosegue esaminando il secondo dopoguerra, periodo caratterizzato da forti tensioni e intensa creatività artistica. Dal muralismo latinoamericano e dal Concretismo brasiliano alla Khartoum School in Sudan e alle neo-avanguardie dell’Europa orientale, si analizza come gli artisti abbiano risposto a sconvolgimenti politici, censura e cambiamenti sociali con nuove intense forme di espressione.

Il focus si sposta poi sullo spirito rivoluzionario degli anni ’60-’80, quando arte e attivismo si intrecciano profondamente. Si esaminano Fluxus, Arte Concettuale e arte femminista nel mettere in discussione le istituzioni occidentali, mentre Neoconcretismo e Tucumán Arde in America Latina utilizzano forme partecipative di espressione artistica per affrontare dominio e repressione. Vengono trattate le performance sovversive nelle scene non ufficiali dell’Europa orientale, con artisti come Tadeusz Kantor e Sanja Iveković, e si analizza come movimenti in Africa e Asia, come i Modernisti sudanesi o i collettivi Minjung in Corea, abbiano dialogato con l’identità postcoloniale e le lotte sociali. Negli ultimi decenni del XX secolo, l’attenzione si sposta verso l’arte in rapporto con la globalizzazione. Si esaminano l’ascesa dell’estetica relazionale e delle pratiche partecipative in Europa e negli Stati Uniti, e, in parallelo, l’interesse per memoria e archivio nell’Europa post-socialista. Si discute di come le transizioni democratiche in America Latina e i contesti post-indipendenza in Africa abbiano stimolato opere sulla storia e sull’identità, e di come movimenti in Asia orientale, come Political Pop e Superflat, abbiano creato ibridazioni tra forme locali  e cultura globale. Infine, si considera l’arte indigena del Pacifico, radicata nel sapere ancestrale e nelle cosmologie tradizionali.

Il modulo finale esamina le tendenze più significative degli ultimi dieci anni, mostrando come gli artisti sperimentino nuovi approcci tramite una riflessione su tecnologia, ecologia e materiali. In queste pratiche, sperimentazioni digitali e basati sull’intelligenza artificiale si intrecciano con una profonda ridefinizione di storia, materialità e saperi locali, offrendo nuovi modi per comprendere il nostro rapporto con il mondo.

Il programma, pensato per superare canoni e narrazioni consolidate, invita i partecipanti a considerare come l’arte sia stata plasmata da conflitti, sperimentazioni e interscambi culturali. Piuttosto che ridurre un secolo complesso a categorie e traiettorie lineari, il corso presenta un intreccio di storie e visioni artistiche, mostrando come gli artisti di tutto il mondo abbiano cercato di comprendere il loro tempo e di trasformarlo attraverso il proprio lavoro.

 

Programma e docenti:

  • 17 gennaio, ore 15:00 CET | Charles Esche – Avanguardie europee e la costruzione dell’arte moderna
  • 21 gennaio, ore 18:00 CET | Siva Kumar – Arte, attivismo anticoloniale e lotta per l’indipendenza in Asia meridionale
  • 24 gennaio, ore 15:00 CET | Samantha A. Noël – Il New Negro Movement, il nazionalismo culturale e il modernismo nella diaspora nera
  • 28 gennaio, ore 10:00 CET | Eileen Legaspi-Ramirez – Tra nascita e declino: l’agire degli artisti nell’Asia orientale e sud-orientale di metà Novecento
  • 31 gennaio, ore 15:00 CET | Christian Kravagna – La costruzione del modernismo del secondo dopoguerra tra eurocentrismo e decolonizzazione
  • 4 febbraio, ore 18:00 CET | Shukla Sawant – Istituzioni, associazioni e disconnessioni: i mondi artistici in Asia meridionale dopo il 1947
  • 7 febbraio, ore 15:00 CET | Nada Shabout – Spiritualità, secolarismo e visioni moderniste nell’arte del Asia occidentale nel periodo post-indipendenza
  • 11 febbraio, ore 18:00 CET | Natalia de la Rosa – Avanguardie latinoamericane: reti emisferiche tra le guerre e dialoghi transatlantici
  • 14 febbraio, ore 15:00 CET | Midori Yoshimoto – Trasformazioni nell’arte dell’Asia orientale dopo il 1945
  • 18 febbraio, ore 18:00 CET | Barbara London – Arte espansa, critica delle istituzioni e postmodernismo tra Europa e Stati Uniti
  • 21 febbraio, ore 15:00 CET | Beáta Hock – L’arte oltre le dottrine ufficiali nell’Europa centro-orientale
  • 25 febbraio, ore 18:00 CET | Raphael Chikukwa – Rinascita artistica e processi di decolonizzazione in Africa e nella diaspora nera (working title)
  • 28 febbraio, ore 15:00 CET | Gaudêncio Fidelis – Repressione, resistenza e spiritualità in America Latina
  • 7 marzo, ore 15:00 CET | Morad Montazami – Arte araba moderna (post)coloniale: soggettivazione, indipendenza ed emancipazione
  • 11 marzo, ore 18:00 CET | Viktor Misiano – Pratiche artistiche nello spazio sovietico e post-sovietico
  • 14 marzo, ore 15:00 CET | Nicolas Bourriaud – Dalla cultura di massa alle pratiche sociali tra Europa e Stati Uniti a inizio secolo
  • 21 marzo, ore 15:00 CET | Anda Rottenberg – Memorie contese e linguaggi contemporanei nell’Europa centrale e orientale nella transizione post-socialista (1989–2010)
  • 25 marzo, ore 18:00 CET | Tandazani Dhlakama – Arte e pratiche di soggettivazione in Africa nel periodo post-indipendenza
  • 28 marzo, ore 15:00 CET | Đỗ Tường Linh – Storie senza note a piè di pagina: arte contemporanea nel Sudest asiatico
  • 4 aprile, ore 15:00 CET | Cecilia Fajardo-Hill – Arte latinoamericana post-1980: interculturale, transstorica e politicamente situata
  • 8 aprile, ore 18:00 CET | Pauline J. Yao – Trasformazioni artistiche e riposizionamento globale in Asia orientale
  • 11 aprile, ore 15:00 CET | Caroline Vercoe – Arte indigena e cosmologie del Pacifico
  • 18 aprile, ore 15:00 CET | Junghyun Kim – Arte digitale, intelligenza artificiale e nuove ecologie
  • 22 aprile, ore 18:00 CET | Ute Meta Bauer – Giustizia culturale e ritorno alla materia nell’arte contemporanea (working title)

 

info e costi: https://www.institution.it/en/education/9/8