Fondazione Merz

Eventi

Public Program_GAZA il futuro ha un cuore antico

dal 16 maggio al 27 settembre 2026

 

al via il Public Program che accompagna la mostra Gaza, Il futuro ha un cuore antico 

Il progetto propone un fitto calendario di appuntamenti – talk, workshop, musica, teatro, cinema e presentazioni editoriali – che ampliano e approfondiscono i temi della mostra – e dichiara un legame profondo e solidale di vicinanza e sostegno da parte di una rete culturale, internazionale e cittadina, attenta e partecipe. Le istituzioni pubbliche e private coinvolte: Università per Stranieri di Siena, Salone Internazionale del Libro di Torino, Lettera 22 Roma, Museo Nazionale del Cinema di Torino, Riwaq Center for Architectural Conservation, Fondazione MeNo Palermo, Hawaf Collective Paris/Gaza, Libreria Trebisonda Torino, Associazione Festival delle Colline Torinesi, Museo Archeologico Castromediano Lecce, MAO – Museo d’Arte Orientale Torino, PAV – Parco Arte Vivente Torino, Fondazione Lac o Le Mon San Cesario di Lecce, Tedacà Torino, SeSaMO – Società per gli Studi sul Medio Oriente Torino, Dar Yusuf Nasri Jacir for Art and Research, OTO Sound Museum, APS Zenzero – Arci, Vento di Terra ONG.

PROGRAMMA DI SETTEMBRE:

8 settembre h.19
Conversazione tra Lina Attalah e Paola Caridi
A seguire proiezione del film Tahrir Liberation Square (2011, 90’) con la presenza del regista Stefano Savona
La città e il suo patrimonio devono morire?
Gaza è il laboratorio del nostro vivere e ci costringe, ora, a riflettere sui paradigmi sui quali abbiamo costruito la storia umana. E a riscrivere una grammatica dello stare insieme, noi e il nonumano. Gaza come tutti gli altri luoghi colpiti da conflitti.
Temi che apriranno una riflessione e conversazione tra Paola Caridi, giornalista e saggista e Lina Attalah, intellettuale egiziana tra le più incisive e ascoltate, giornalista, co-fondatrice e direttrice della rivista Mada Masr, l’unico progetto editoriale ritenuto veramente indipendente e libero in Egitto. Insieme, Stefano Savona, regista e documentarista con una formazione in antropologia e archeologia introdurrà il suo film Tahrir Liberation Square, cronaca della rivoluzione egiziana premiato con il David di Donatello e il Nastro d’Argento.

24 settembre h. 19
Memory under siege: talk sulla call for action per la salvaguardia della cultura palestinese
Con interventi di Mona Abuamara, ambasciatrice dello Stato di Palestina in Italia; Roberto Albergoni, presidente della Fondazione MeNO; Omar Khatib, President of Icomos Palestine e Founder of the Palestinian Tangible Heritage Coalition; Beatrice Merz, presidente della Fondazione Merz; Nela Riehl, europarlamentare e presidente della Commissione per la cultura e l’istruzione (CULT) del Parlamento europeo; Amer Shomali, direttore del Palestinian Museum  e il saluto della città di Torino da parte della presidente del consiglio comunale Maria Grazia Grippo.
Cosa significa proteggere la cultura e la memoria di un popolo mentre il suo patrimonio materiale e immateriale è minacciato? E quale ruolo possono assumere musei, istituzioni culturali, politica e comunità internazionale di fronte a quanto sta accadendo in Palestina, dalla Striscia di Gaza alla Cisgiordania?

Aperitivo con specialità palestinesi

A seguire il concerto dal vivo Ninna nanna proibita eseguito all’oud dal musicista gazawi Mohammed Abusenjer insieme alle parole di Mervat Alramli
L’evento, che unisce musica e letteratura, è pensato come atto di ribellione per contrastare l’apatia dell’accettazione del male e di chi, volontariamente o involontariamente, decide di ignorarlo.

25 settembre h.19
Presentazione del libro Polvere a Gaza di Tomà Berlanda e Camillo Boano (Donzelli, 2026)
Il saggio interroga il ruolo dell’architettura di fronte alla distruzione di Gaza e alla possibilità della sua ricostruzione. A partire dalle macerie, gli autori riflettono sul rapporto tra spazio, memoria e futuro, mettendo in discussione l’idea della ricostruzione come processo neutrale: ricostruire significa anche confrontarsi con ciò che è stato distrutto, rivendicando il diritto alla memoria, al territorio e all’autodeterminazione.

 A seguire racconto del lavoro di EMERGENCY a Gaza, con la testimonianza di Carmine Creazzo, infermiere pediatrico rientrato dalla Striscia. Sullo sfondo, l’installazione di Disegni da Gaza: disegni essenziali, realizzati da bambini e bambine di Gaza all’interno di uno spazio fragile ma prezioso, un laboratorio nato sotto una tenda, accanto alla clinica di cure primarie di Emergency.

 26 settembre dalle h. 10 alle h. 14, Mercato Centrale, Torino
Fusion Cuisine – Page 351 / Operating a Cookbook
Workshop di cucina con Shayma Hamad
L’evento rientra nel programma di Terra Madre Salone del Gusto 2026
Partecipazione gratuita. Posti limitati, per prenotare scrivere a biglietteria@fondazionemerz.org

Laboratorio partecipativo che prende avvio da How to Cook in Palestine (1936), un ricettario pubblicato dalla World Zionist Women’s Organization e spesso descritto come il primo libro di cucina nazionale di Israele. Più che come una raccolta di ricette, il volume viene affrontato come un dispositivo di traduzione e un documento politico incompiuto, capace di interrogare il rapporto tra cucina, memoria, identità e costruzione della narrazione nazionale. Attraverso un processo collettivo guidato dall’artista palestinese, i partecipanti sono invitati a riscrivere e reinterpretare alcune ricette del volume, non con l’obiettivo di produrne una traduzione fedele, ma di aprire nuove possibilità di lettura e di immaginazione. Le ricette vengono trasformate seguendo una serie di istruzioni che incoraggiano errori, sostituzioni, sovrapposizioni e gesti di rifiuto: eliminare ingredienti non coltivabili in Palestina, unire ricette apparentemente incompatibili, sostituire ingredienti attraverso la memoria o la disponibilità locale, tradurre senza parole o scegliere deliberatamente di non tradurre alcune parti. In questo processo, la traduzione diventa una pratica creativa e politica, capace di mettere in discussione le narrazioni dominanti e di restituire spazio alle storie e alle memorie cancellate. Si riflette quindi sul ruolo del cibo come archivio culturale e sulla cucina come luogo di trasmissione, resistenza e immaginazione collettiva. Il laboratorio è aperto a tutte e tutti, con un invito particolare a chef, designer, illustratori, storici, traduttori – in particolare dall’arabo, dall’ebraico, dal tedesco e dall’inglese – e persone provenienti dall’ambito scientifico. Infine, l’artista guiderà la preparazione collettiva di piatti della tradizione palestinese, trasformando alcune delle ricette emerse durante il laboratorio in un’esperienza concreta di condivisione. La cucina diventerà così uno spazio di incontro e dialogo, in cui il gesto del preparare e del mangiare insieme completerà il processo di traduzione, intrecciando memoria, pratica e convivialità. L’evento è parte del public program della mostra Gaza, il futuro ha un cuore antico.

26 settembre dalle h. 16 alle h. 18 e 27 settembre dalle h. 15 alle h. 17
Workshop di tatreez con Nur Dasoki
Partecipazione gratuita. Posti limitati, per prenotare scrivere a biglietteria@fondazionemerz.org

Il workshop si apre con una breve presentazione storica e culturale del ricamo tradizionale palestinese, con libri di documentazione e oggetti ricamati a mano, sia tradizionali che contemporanei. In seguito, verrà insegnata la base del punto croce, fornendo alle persone partecipanti dei semplici modelli tradizionali da cui prendere spunto.

dalle h. 17
[The Dictionary of Genocide – workshopXstudio]
The Dictionary of Genocide è un progetto di Jehad Jarbou, nato dalla ricerca che l’artista conduce a Gaza, dove vive, sulla raccolta e la documentazione delle parole e dei termini imposti ai palestinesi dalla guerra ed entrati a far parte della loro vita quotidiana. Una ricerca che indaga come il linguaggio e il vocabolario rivelino, nel passato e nel presente, la continuità della sofferenza e la non-linearità del tempo palestinese, in cui le esperienze si ripetono attraverso le generazioni, assumendo nomi diversi o modificando il significato delle parole di sempre.
In quest’occasione saranno visibili alcuni esiti della ricerca avviata da Jehad Jarbou nei primi due workshop realizzati a Gaza con bambine e bambini, sostenuti dalla Fondazione Merz in collaborazione con Vento di Terra Onlus.

dalle h. 19
Dj set con Marwan Hawash
Marwan Hawash è un DJ e produttore palestinese con sede a Berlino. I suoi set dinamici, influenzati dal suo ricco patrimonio culturale, dal mondo arabo e dai suoi viaggi in tutto il mondo, hanno infiammato le piste da ballo di tutto il mondo. Impegnato nella sua missione di seguire e condividere la musica, Hawash trae ispirazione dai ritmi vivaci e dall’energia della musica nordafricana, dell’Asia occidentale e dell’America Latina, che influenzano profondamente il suo sound e le sue performance. L’approccio eclettico di Marwan fonde perfettamente i suoni tradizionali con i ritmi contemporanei, creando un’atmosfera unica e accattivante. Esplora e spinge continuamente i confini della musica elettronica, rendendo ciascuna delle sue performance un viaggio attraverso diversi paesaggi musicali. Sia in contesti intimi da club che nei grandi festival, i set di Hawash sono una testimonianza della sua dedizione alla fusione culturale e all’innovazione musicale.

 

PROGRAMMA DI LUGLIO:

12 luglio dalle h 15:30 (durata prevista 4/5 ore) – Parco Arte Vivente (PAV) di Torino
Workshop di panificazione palestinese con Reem e Maysa
Un pomeriggio dedicato alla panificazione palestinese attraverso un laboratorio pratico guidato da Reem Al Nemnem e Maysa Al Halees, in collaborazione con l’Associazione Zenzero di Genova e il Parco Arte Vivente (PAV) di Torino.
Durante il workshop, le persone partecipanti avranno l’opportunità di conoscere e sperimentare la preparazione del pane arabo e del manakhish: le diverse fasi dell’impasto, della lavorazione e della cottura che sarà realizzata utilizzando il forno comunitario Focolare, l’installazione relazionale del collettivo Terra Terra situata all’interno del PAV e concepita come luogo di incontro, condivisione e produzione collettiva.
Nel corso del pomeriggio verrà inoltre mostrato il processo di preparazione dell’hummus e del babaganoush, che accompagneranno il pane in un momento conviviale conclusivo.
Non sono richieste competenze specifiche, il workshop è aperto a tutte le persone interessate. L’evento è gratuito, i posti sono limitati, per prenotare scrivere una mail a edu@fondazionemerz.org

28 luglio h. 21:30 – Casa del Quartiere San Salvario, Via Morgari 14, Torino
proiezione di The destruction of Memory di Tim Slade
sarà presente il regista Tim Slade che dialogherà prima del film con Christian Greco, direttore del Museo Egizio

Nel corso del secolo scorso, la distruzione della cultura ha comportato una catastrofe a livello mondiale. Una guerra infinita, che negli anni Duemila non accenna a finire, ma è anzi in costante aumento. In Siria e in Iraq, considerati “culla della civiltà”, millenni di cultura sono stati distrutti. Ma la spinta a proteggere, salvare e ricostruire il nostro patrimonio culturale si muove al passo della distruzione. Le leggi e la politica hanno svolto il loro ruolo; ci sono, però, persone che eroicamente hanno combattuto, rischiando e perdendo la propria vita per proteggere non solo altri esseri umani, ma la nostra stessa identità culturale. Basandosi su libro di Robert Bevan, il documentario racconta tutta la storia: non solo le azioni perpetrate da Daesh (ISIS), ma anche le decisioni prese in passato che hanno tenuto la questione nascosta per anni. Alle immagini si alternano interviste al Direttore Generale dell’UNESCO, al Procuratore della Corte Penale Internazionale, nonché a diversi illustri esperti internazionali.
In versione originale con sottotitoli in italiano.
ingresso 6 euro

PROGRAMMA DI GIUGNO:

4 giugno dalle h. 18:30
Listening session dell’opera sonora From–To di Dahaleez Collective
a seguire dialogo tra Emily Jacir (Dar Jacir for Art and Research), Majdal Nateel (Dahaleez Collective), Francesca Ceccherini e Francesca Brusa (OTO Sound Museum)

Nel 2025 l’OTO Sound Museum e Dar Jacir for Art and Research hanno avviato una collaborazione per istituire un premio artistico palestinese dedicato al suono e all’ascolto. Il premio 2025 è stato assegnato al Dahaleez Collective, un collettivo artistico di ricerca con sede a Gaza il cui lavoro si colloca all’intersezione tra suono, narrazione e memoria politica. Dahaleez rappresenta un archivio di arti sonore multiforme, che raccoglie registrazioni sul campo, testimonianze orali e materiale storico per contrastare la cancellazione, evocare la memoria e aprire nuovi futuri. Radicato a Gaza ma con risonanza globale, Dahaleez crea spazi di ascolto che amplificano l’esperienza collettiva.
Per l’OTO Award x Dar Jacir Art and Research, Dahaleez ha prodotto una nuova opera sonora intitolata From–To che testimonia e re-immagina una delle arterie più vitali della città di Gaza, Al-Rashid Street. Passato, presente e futuro si uniscono in una narrazione sonora multidimensionale, l’opera intreccia frammenti sonori, voci e composizioni orchestrali per cercare di ricostruire la memoria collettiva del luogo. Dahaleez si è servito del materiale sonoro e di riflessioni raccolte durante i workshop tenuti dal collettivo nel 2024-25, dove il tema principale era discutere sul significato e memoria della strada. From–To diventa un viaggio uditivo, un archivio di luoghi e tempi che risuona tra ciò che è stato, ciò che è e ciò che potrebbe essere.
From–To è stato esposto all’OTO Sound Museum di Zurigo, al Dar Jacir for Art and Research di Betlemme e alla Biennale di Kochi.

 

9 giugno dalle h. 19:00
Il mare ricorda con Nabil Bey Salameh
musica, parole e immagini

Nel tempo delle macerie e delle narrazioni ridotte a cronaca, Gaza rischia di essere raccontata soltanto attraverso la grammatica della distruzione. Numeri, rovine, mappe militari, confini, emergenze.Eppure, Gaza, prima di essere l’epicentro di una tragedia contemporanea, è stata per millenni una soglia del Mediterraneo, un luogo di passaggio e di incontro, un porto di civiltà, un archivio vivente di lingue, commerci, musiche, racconti e stratificazioni umane. distruggere una città significa anche tentare di interrompere la continuità invisibile che lega gli esseri umani ai propri luoghi, ai propri morti, alle proprie memorie, ai propri suoni. Significa colpire il diritto stesso di un popolo a raccontarsi. Eppure, vi sono cose che resistono alla distruzione. Resiste il respiro antico del mare. Resistono le nenie delle madri, le lamentazioni, i richiami dei mercati, le storie narrate nelle case, i nomi dei villaggi scomparsi, la poesia custodita nella voce, il ritmo ostinato della vita quotidiana. Resiste la bellezza. Questo itinerario prova allora a farsi archeologia dell’ascolto: un attraversamento di memorie sonore, letterarie e umane per riportare alla luce non soltanto il dolore, ma soprattutto la presenza. Una presenza antica e viva, che continua ad abitare il Mediterraneo come una coscienza inquieta e necessaria.

 

13 giugno dalle h. 15:30 alle h. 19:00
Workshop di calligrafia con Amjed Rifaie

 Un viaggio nel cuore della cultura araba attraverso la calligrafia, una delle più alte espressioni artistiche e spirituali del mondo arabo. Durante il workshop si aprirà l’opportunità di conoscere la storia della scrittura araba, scoprire i principali stili calligrafici e apprezzare la bellezza delle lettere arabe dal punto di vista linguistico, culturale e artistico. Guidate dal maestro calligrafo Amjed Rifaie, originario della Mesopotamia (Iraq), le persone partecipanti sperimenteranno l’uso del tradizionale calamo di bambù realizzato a mano, imparando i gesti e le tecniche che da secoli danno vita a opere di grande eleganza. Attraverso esercizi pratici e momenti di concentrazione e meditazione, sarà possibile avvicinarsi a un’arte che unisce creatività, armonia e conoscenza di sé, entrando in contatto con una tradizione culturale ricca di storia e significati. Non è necessaria alcuna conoscenza della lingua araba, il workshop è aperto a chiunque. Al termine dell’esperienza, tutte le persone partecipanti riceveranno in dono il proprio nome realizzato in calligrafia araba dal maestro calligrafo.
Evento gratuito su prenotazione.
Per prenotare scrivere una mail a edu@fondazionemerz.org