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Eventi

Public Program_GAZA il futuro ha un cuore antico

dal 16 maggio al 27 settembre 2029

 

al via il Public Program che accompagna la mostra Gaza, Il futuro ha un cuore antico 

 

ingresso libero

 

 

Il progetto propone un fitto calendario di appuntamenti – talk, workshop, musica, teatro, cinema e presentazioni editoriali – che ampliano e approfondiscono i temi della mostra – e dichiara un legame profondo e solidale di vicinanza e sostegno da parte di una rete culturale, internazionale e cittadina, attenta e partecipe. Le istituzioni pubbliche e private coinvolte: Università per Stranieri di Siena, Salone Internazionale del Libro di Torino, Lettera 22 Roma, Museo Nazionale del Cinema di Torino, Riwaq Center for Architectural Conservation, Fondazione MeNo Palermo, Hawaf Collective Paris/Gaza, Libreria Trebisonda Torino, Associazione Festival delle Colline Torinesi, Museo Archeologico Castromediano Lecce, MAO – Museo d’Arte Orientale Torino, PAV – Parco Arte Vivente Torino, Fondazione Lac o Le Mon San Cesario di Lecce, Tedacà Torino, SeSaMO – Società per gli Studi sul Medio Oriente Torino, Dar Yusuf Nasri Jacir for Art and Research, OTO Sound Museum, APS Zenzero – Arci, Vento di Terra ONG.

Il Salone del Libro di Torino ha già ospitato l’incontro Storia di Gaza, con Tomaso Montanari, Christian Greco e Paola Caridi in dialogo con Jean-Pierre Filiu. Nel mese di giugno la sonorità contemporanea palestinese sarà protagonista insieme a immagini e scrittura. Il programma continua a luglio con cinema, talk, teatro, workshop e dj-set per poi concludersi nel mese di settembre confermando una programmazione varia e partecipativa, ampliando i temi della mostra.

Tra i protagonisti ci saranno Majdal Nateel (Dahaleez Collective), Emily Jacir (Dar Jacir for Art and Research), Francesca Ceccherini e Francesca Brusa (OTO Sound Museum), Nabil Bey Salameh, Amjed Rifaie, Tim Slade, Olivier Bourgeois, Jehad Ali Jarbou, Shayma Hamad e molti altri.

Il programma, in continuo aggiornamento, cerca di affrontare il tema della distruzione del patrimonio culturale, umano, materiale e immateriale, e le sue implicazioni.

PROGRAMMA DI GIUGNO:

4 giugno dalle h. 18:30
Listening session dell’opera sonora From–To di Dahaleez Collective
a seguire dialogo tra Emily Jacir (Dar Jacir for Art and Research), Majdal Nateel (Dahaleez Collective), Francesca Ceccherini e Francesca Brusa (OTO Sound Museum)

Nel 2025 l’OTO Sound Museum e Dar Jacir for Art and Research hanno avviato una collaborazione per istituire un premio artistico palestinese dedicato al suono e all’ascolto. Il premio 2025 è stato assegnato al Dahaleez Collective, un collettivo artistico di ricerca con sede a Gaza il cui lavoro si colloca all’intersezione tra suono, narrazione e memoria politica. Dahaleez rappresenta un archivio di arti sonore multiforme, che raccoglie registrazioni sul campo, testimonianze orali e materiale storico per contrastare la cancellazione, evocare la memoria e aprire nuovi futuri. Radicato a Gaza ma con risonanza globale, Dahaleez crea spazi di ascolto che amplificano l’esperienza collettiva.
Per l’OTO Award x Dar Jacir Art and Research, Dahaleez ha prodotto una nuova opera sonora intitolata From–To che testimonia e re-immagina una delle arterie più vitali della città di Gaza, Al-Rashid Street. Passato, presente e futuro si uniscono in una narrazione sonora multidimensionale, l’opera intreccia frammenti sonori, voci e composizioni orchestrali per cercare di ricostruire la memoria collettiva del luogo. Dahaleez si è servito del materiale sonoro e di riflessioni raccolte durante i workshop tenuti dal collettivo nel 2024-25, dove il tema principale era discutere sul significato e memoria della strada. From–To diventa un viaggio uditivo, un archivio di luoghi e tempi che risuona tra ciò che è stato, ciò che è e ciò che potrebbe essere.
From–To è stato esposto all’OTO Sound Museum di Zurigo, al Dar Jacir for Art and Research di Betlemme e alla Biennale di Kochi.

 

9 giugno dalle h. 19:00
Il mare ricorda con Nabil Bey Salameh
musica, parole e immagini

Nel tempo delle macerie e delle narrazioni ridotte a cronaca, Gaza rischia di essere raccontata soltanto attraverso la grammatica della distruzione. Numeri, rovine, mappe militari, confini, emergenze.Eppure, Gaza, prima di essere l’epicentro di una tragedia contemporanea, è stata per millenni una soglia del Mediterraneo, un luogo di passaggio e di incontro, un porto di civiltà, un archivio vivente di lingue, commerci, musiche, racconti e stratificazioni umane. distruggere una città significa anche tentare di interrompere la continuità invisibile che lega gli esseri umani ai propri luoghi, ai propri morti, alle proprie memorie, ai propri suoni. Significa colpire il diritto stesso di un popolo a raccontarsi. Eppure, vi sono cose che resistono alla distruzione. Resiste il respiro antico del mare. Resistono le nenie delle madri, le lamentazioni, i richiami dei mercati, le storie narrate nelle case, i nomi dei villaggi scomparsi, la poesia custodita nella voce, il ritmo ostinato della vita quotidiana. Resiste la bellezza. Questo itinerario prova allora a farsi archeologia dell’ascolto: un attraversamento di memorie sonore, letterarie e umane per riportare alla luce non soltanto il dolore, ma soprattutto la presenza. Una presenza antica e viva, che continua ad abitare il Mediterraneo come una coscienza inquieta e necessaria.

 

13 giugno dalle h. 15:30 alle h. 19:00
Workshop di calligrafia con Amjed Rifaie

 Un viaggio nel cuore della cultura araba attraverso la calligrafia, una delle più alte espressioni artistiche e spirituali del mondo arabo. Durante il workshop si aprirà l’opportunità di conoscere la storia della scrittura araba, scoprire i principali stili calligrafici e apprezzare la bellezza delle lettere arabe dal punto di vista linguistico, culturale e artistico. Guidate dal maestro calligrafo Amjed Rifaie, originario della Mesopotamia (Iraq), le persone partecipanti sperimenteranno l’uso del tradizionale calamo di bambù realizzato a mano, imparando i gesti e le tecniche che da secoli danno vita a opere di grande eleganza. Attraverso esercizi pratici e momenti di concentrazione e meditazione, sarà possibile avvicinarsi a un’arte che unisce creatività, armonia e conoscenza di sé, entrando in contatto con una tradizione culturale ricca di storia e significati. Non è necessaria alcuna conoscenza della lingua araba, il workshop è aperto a chiunque. Al termine dell’esperienza, tutte le persone partecipanti riceveranno in dono il proprio nome realizzato in calligrafia araba dal maestro calligrafo.
Evento gratuito su prenotazione.
Per prenotare scrivere una mail a edu@fondazionemerz.org